PRIMA, ADESSO E DOPO.

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI SONO SULLA
PAGINA DELLA COLONIA DEI 100 GATTI
O ANCHE  IN FONDO A QUESTO ARTICOLO

Io sono quello in questa foto qui sotto (quello senza orecchie con due occhi). L’altro, il guercio, era Stevie Stivaletti. Probabilmente la foto l’avete vista spesso sul web.
Faccio tutto questo contro l’indifferenza, questa è la mia campagna.
Leggete qui sotto. Poi vi chiederò di condividere quest’articolo.
Prima però per piacere leggetelo, vi prego, anche se è lungo.
Informarvi è una cosa a cui tengo, l’ho scritto per questo, non per i vostri “mi piace”.
Preferisco tante condivisioni, per raccontare che non esiste solo il marcio.
I coraggiosi non urlano, lavorano in silenzio e nessuno parla di loro.
Solo che non fanno rumore.
Sono sempre esistiti e ancora esisteranno.
Prima, adesso e dopo.

Andrea Cascioli.

Stevie La Questione
La mia campagna contro l’indifferenza verso gli animali con Stevie Stivaletti.                        ©Andrea Cascioli 2014.

 

PRIMA, ADESSO E DOPO
(IL PROGETTO STEVIE STIVALETTI)

“LA QUESTIONE È CHE NON PUOI MICA VOLTARTI SEMPRE.”

Mercoledì 18 Novembre 2015.

“Prima” è un tempo lunghissimo, è un ricordo, un rimpianto, o un sorriso.
Talune volte è un suggerimento, o un insegnamento.
“Dopo” è una promessa, una previsione, un’intenzione. È una speranza, a volte. Anche un giudizio, sovente. Talvolta una conferma.
“Adesso” è invece un istante che quasi non esiste. È brevissimo ma continuo. Seppure breve e quasi inconsistente, l’Adesso è la base importantissima del Dopo, che un giorno cambierà nome, quando nel futuro diventerà esso stesso un “Prima”.
È complicato? Ve lo riassumo con una sintesi.
Il più potente dei tre è “Adesso”, anche se apparentemente veloce e sfuggente; è il più potente perché è l’unico a interagire realmente e fattivamente con il Bivio, ovvero le nostre scelte.
Per fare in modo che il Prima diventi un sorriso e non un rimpianto, bisogna concentrarsi sull’Adesso, su quest’istante breve, apparentemente velocissimo, ma non insignificante.
No, non è insignificante, nemmeno un po’.
Non sottovalutate l’Adesso solo perché è più breve degli altri due.
È enormemente più potente.

Voi sapete che negli ultimi giorni mi sono soffermato su una colonia a Roma di un centinaio di gatti, abbandonati, devastati, malati.
Vorrei parlarvene e mostrarveli e suggerire una soluzione.

PRIMA.

Questo era il Prima:

Gatto salvato da Patrizia Di Tullio
Uno dei cento gatti della colonia abbandonata salvati e curati da Patrizia Di Tullio e Elena Chertizza.

In quel posto, in quella situazione d’abbandono, senza sterilizzazioni, i gatti si stavano moltiplicando a dismisura.
Quasi tutti adulti (i piccoli sono quasi tutti morti di gastroenterite o ciechi per l’Herpesvirus), malati, infetti, deboli in quanto ormai troppo numerosi e quindi senza cibo.
Prima, la situazione era al collasso. Quasi nessuno se ne occupava, quei pochi portavano un po’ di cibo, qualche carezza, nulla di più.
Più ancora del cibo l’impellenza era (ed è ancora) di catturare ogni gatto, sterilizzarlo, curarlo e rimetterlo in libertà in quel posto relativamente sicuro (poche automobili, tra varie case popolari su una collinetta verdeggiante quasi chiusa al traffico).
Senza la sterilizzazione qualsiasi quantità di cibo non sarebbe bastata e non basterà.
Il Comune di Roma non è intervenuto. Non ha più soldi, perché la marmaglia di Mafia Capitale s’è mangiata tutto, a Roma non ci sono più nemmeno le luci per strada, figuriamoci i soldi per i gatti.
Quasi tutti i cento animali (gatti, ma anche cani) abbandonati su quella collina residenziale sono stati nutriti e catturati dalle volontarie private Patrizia ed Elena, sterilizzati, curati in ambulatorio, poi rimessi in libertà e alimentati a spese loro con l’aiuto di qualche donazione.

Piaghe sulla lingua e nella bocca di un gatto salvato
Piaghe sulla lingua e nella bocca di un gatto salvato.

I cuccioli erano quasi tutti morti. Gli unici due gattini ancora in vita erano i piccoli Wonder e Maybe.
Quando Patrizia ed Elena li hanno trovati erano in condizioni disperate; l’Herpesvirus stava perforando i loro occhietti e purtroppo il Parvovirus (la gastroenterite) li stava uccidendo.
Io li ho presi entrambi in stallo, li ho portati a mie spese dall’oculista veterinario dr. Guandalini e dall’internista dr. Colaceci, ho comprato i farmaci, ho speso energie e centinaia di euro, ho somministrato terapie giorno e notte.
Ho fatto operare Maybe all’occhio sinistro dal dr. Guandalini, perché si erano già formate delle aderenze. Ora il suo occhio è perfetto.

Wonder e Maybe
Wonder e Maybe appena tratti in salvo.

Sì, ho fatto di tutto. Chi mi conosce sa che non mi arrendo mai.
Ma Wonder è purtroppo morto qualche giorno dopo, in clinica, ricoverato in terapia intensiva.
Paradossalmente la terapia all’occhio sinistro ogni due ore aveva anche funzionato e la perforazione era persino stata evitata.
L’occhio era salvo, forse in futuro anche la sua vista.
Ma la gastroenterite l’ha fulminato in pochissimo tempo, non c’è stato nulla da fare. Non c’è stato futuro. In poche ore la gastroenterite lo ha ridotto in uno stato pietoso e Wonder è morto mezz’ora dopo il ricovero.

Wonder 760 grammi 5 Novembre 2015
Wonder pesava 760 grammi. L’hanno visto decine di persone, ma nessuno è intervenuto. La sua morte per la gastroenterite ha in qualche modo salvato suo fratello Maybe, perché mi ha permesso di curarlo in tempo.

Sappiatelo, Wonder si sarebbe potuto salvare.
Bastava intervenire prima, invece di voltarsi.
“Non toccare il gattino che ti prendi le malattie…”.
Quasi tutte le malattie dei gatti, quasi tutti i virus che li uccidono o che li rendono ciechi sono assolutamente innocui per gli umani.
Vorrei farlo sapere, vorrei informare.
La gastroenterite (Parvovirus) uccide i micetti, ma non fa assolutamente nulla agli umani.
Anche l’Herpesvirus produce sui gattini effetti devastanti, agli occhi e ai polmoni, ma per gli umani è innocuo.
All’inizio basta aprirgli gli occhi e lavarli con acqua e applicare una semplice pomata antibiotica da pochi euro che si chiama Colbiocin.
“Se solo…” è una frase che appartiene al Prima.
Mettiamola via, senza polemiche, il Prima non si può cambiare.
Non Dopo, almeno.
Addio, Wonder. Non era solo a te che si dovevano aprire gli occhi.

Gatto Wonder
L’occhio di Wonder era stato curato, la terapia aveva funzionato e in pochi giorni non era più come in questa foto, ma la gastroenterite l’ha ucciso in poche ore, improvvisamente.

Il mio progetto contro l’indifferenza non si è fermato a quella morte.
Il fratellino di Wonder, Maybe, è stato in clinica per cinque giorni, ha ricevuto una trasfusione del gruppo B ( rarissimo e introvabile) e l’ho adottato.
Oggi lo sto ancora curando con una terapia assai intensa mettendo la sveglia ogni due ore, giorno e notte, da due settimane.
Sono esausto, sembrerebbe quasi salvo, ma non abbasso la guardia e se si salverà in futuro dovrò somministrargli l’interferone per i prossimi sei mesi, tutti i giorni.
Nonostante tutto, Maybe è stato fortunato.
I suoi occhi oggi dopo 20 giorni sono ancora in cura, ma già sono perfetti.
E qui finisce il Prima.

Maybe prima e dopo
Maybe prima e dopo l’operazione all’occhio.

ADESSO.

Eccoci all’Adesso:

Adesso in quel posto pieno di mici manca ancora un 20% di gatti da catturare e sterilizzare.
Le volontarie Elena e Patrizia vanno spesso con un furgone pieno zeppo di gabbiette e gabbie-trappola per riuscire a catturare e curare i soggetti più paurosi, quelli imprendibili.
Alcuni gatti (tipo l’Imprendibile Hulk) non si fidano ed è difficile catturarli.
Elena e Patrizia li nutrono sul posto e conquistano lentamente la loro fiducia.

Elena
Il furgone di Elena con cui trasporta a sue spese decine di gatti all’ambulatorio veterinario e poi li riporta in libertà.

Ogni volta che le volontarie vanno in quel posto riescono a catturare nuove gatte e nuovi gatti, mentre riportano quelli curati e sterilizzati introducendoli nuovamente nell’ambiente da cui provengono.
Ho accompagnato personalmente Patrizia ed Elena, ho visto come agiscono: sono amorevoli, rispettose, gentili con gli animali e con gli abitanti del posto.
Conoscono e riconoscono ogni gatto, sanno come trattarlo.
Io c’ero, Domenica 8 Novembre. Quelle due sono formidabili.
Ho contribuito alla cattura della mamma di Wonder e Maybe che altre volte era sfuggita.
Finalmente è stata sterilizzata, non vedrà più morire i propri figli, chissà quanti ne ha persi, chissà quanto hanno sofferto.
Si, io c’ero, ho visto con i miei occhi che le volontarie Elena e Patrizia conoscono e riconoscono anche ogni umano di quel luogo, con ognuno interagiscono nel giusto modo, comunicando, informando, sensibilizzando le famiglie che vivono in quel complesso di case alle porte di Roma su quella collinetta residenziale.
Gente perbene, solamente indifferenti o inconsapevoli.
Patrizia ed Elena insegnano l’importanza della sterilizzazione, spiegano con pazienza che il numero dei gatti è aumentato per la mancanza di essa, che il cibo non basta più, che c’è chi li avvelena per evitare di spendere sterilizzando.
Intanto catturano, sono espertissime, pagando tutto di tasca loro.
Qualcuno offre un aiuto simbolico. Qualcuno preferisce dire “non sono fatti miei”.
Qualcuno impara ma non vuole darlo a vedere.
Qualcuno collabora, offre indicazioni di altri gruppi di gatti.
Qualcuno protesta, dicendo “Voi del Comune potevate arrivare prima, fate qualcosa, diamine, non vedete quanti sono?”.
Elena e Patrizia spiegano che il Comune di Roma non c’entra nulla, che loro due sono volontarie private, che pagano tutto di tasca loro, furgone, benzina, medicine, sterilizzazioni, visite mediche, ricoveri e cibo.
Si sono associate e ogni tanto ricevono qualche aiuto e qualche sacco di croccantini.
Ci fanno poco.
Negli ultimi 10 giorni sono finiti 40 chili di croccantini.
Nessuno se li è rubati, nessuno li ha fatti “sparire”, Elena e Patrizia sono scrupolosissime nell’attenzione in tal senso.
È che cento gatti magri e affamati mangiano come lupi. Disperati, ormai quasi tutti curati, masticano e ingoiano di tutto, per non morire.

Gatti Elena e Patrizia
Gatti che mangiano. Il primo da sinistra è l’Imprendibile Hulk. Impossibile da catturare, non entra in una gabbia-trappola in alcun modo.

Finalmente cominciano ad ingrassare. Ora stanno bene, sterilizzati e guariti, alcuni sono anche dei bei gattoni, adesso.
Ne mancano ancora circa venti, da sterilizzare prima di Febbraio, altrimenti a primavera ricomincia la moltiplicazione e sarebbe un disastro.
Questo è la situazione attuale. Questo è l’Adesso.

IL DOPO.

Il Dopo è un’incognita, è un’ipotesi, come sempre è il futuro, del resto.
Le basi del Dopo sono però nell’Adesso.
Quelle basi dipendono anche da voi.
Questo è un appello a donare, l’avete capito. Leggetelo tutto, vi prego, non smettete ora che si parla di soldi.
Ho circa 3.000 followers; da vari anni ognuno di voi mi segue, mi scrive e mi crede.
So di essere stimato, so di godere della vostra fiducia, so che avete amato Stevie Stivaletti, la sua lotta contro le malattie e anche il mio ostinato ottimismo di guardare al futuro come a un bicchiere mezzo pieno.
Ora io guardo quelle due volontarie, quello che sono riuscite a fare e vedo il futuro di questi cento gatti, il loro Dopo.
Non sarà più un inferno di malattie, fame e morte e sofferenza.

Gatti e gabbie-trappola
Gatti guardinghi stanno per essere catturati e curati. Non basta il cibo o le gabbie: occorrono ore di appostamenti, scrupolo, altruismo.

Il Dopo sarà quel posto bellissimo con cento gatti sani che vivranno felici senza più moltiplicarsi, senza più rubarsi il cibo l’un l’altro, grazie allo sforzo personale di Patrizia di Tullio ed Elena Chertizza.
Io le ammiro.
Ve lo dico col cuore, serve una mano a questa gente formidabile.
Servono farmaci, cibo, e soprattutto sterilizzazioni.
Le volontarie ne hanno già fatte a decine e decine, a spese loro.
Contattatele e mandate loro qualche euro.
Non tanti soldi. Solo qualche euro.
Lo ripeto, io c’ero. Garantisco personalmente per queste volontarie, certifico la loro serietà, la trasparenza. Qua la cosa è seria.
Servono soldi, altro che emoticon e faccette e “pensieri positivi” e “code incrociate”.
Serve di scendere in campo e salvare, catturare, sterilizzare, curare, e nutrire.
Guardando il Dopo. Regalando un soldino e con esso la salvezza.
Voi che mi seguite da tanti anni sapete quanto ho fatto per Bruno Gattone e Stevie Stivaletti, che non ho mai chiesto denaro, che non mi sono mai tirato indietro.
Voi che da anni mi chiedete consigli per i gatti ciechi sapete che non mi sono mai negato, nei messaggi privati, al telefono, o di persona, io c’ero. C’ero sempre.
Stavolta siate presenti anche voi, c’è bisogno del vostro aiuto. Non voglio più occhi come Stevie, o Maybe, o Wonder.
Non voglio vedere più bocche con le piaghe, animali scheletrici, occhi pieni di larve.
La prossima Domenica 22 Novembre io sarò di nuovo là, ad aiutare Patrizia ed Elena. Insieme a me porterò il ricordo di Stevie Stivaletti, la sua forza d’animo e il suo esempio. Sarà come abbracciarlo ancora.
In quel pomeriggio farò di tutto per prendere e salvare  altri gatti, compresi due animali difficilissimi da catturare: l’Imprendibile Hulk e un gattone che sembra tanto Stevie (lo riconoscerei anche se fossero mille): voglio aiutare anche loro, vanno sterilizzati anche i maschi, per salvarli da Fiv e Felv, ovvero l’Aids felino e la Leucemia felina.
Per impedire che nelle sfide tra maschi o nei rapporti con le femmine possano contagiarsi l’uno con l’altra generando centinaia di figli malati destinati a morire di stenti, soffrendo.
Fare questo sarà costoso, il Dopo sarà sempre più difficile perché paradossalmente meno gatti da sterilizzare ci saranno e più difficile sarà catturarli (finché erano tanti si acchiappava quelli che capitavano).
Non uno deve sfuggire: li voglio vedere salvi tutti, curati tutti.
Ci vuole coraggio a non voltarsi, ma anche un senso di responsabilità.
Non fate come quelli che aspettano che a risolvere sia sempre qualcun altro.
Non siate come loro. Siate come è giusto essere.
Ecco, questo è il Bivio.
Voltarsi o fare.
Contattate Patrizia Di Tullio e offrite un aiuto in denaro, anche poco.
Garantisco personalmente su di lei, il suo operato è nobile, la sua forza etica è reale.
Anche solo un euro. Davvero basterebbe.
Se ognuno dei miei 3000 follower mandasse anche solo un euro, si potrebbero pagare le sterilizzazioni restanti, molti sacchi di cibo e le analisi e i ricoveri e le terapie per i più malati.
E le medicine, che per gli animali sono purtroppo costosissime.
Vi ricordo che invece per una convenzione con medici generosi ogni sterilizzazione costa soltanto 20 euro per un maschio e solo 35 euro per una femmina; considerando l’anestesia, la sala operatoria e gli antibiotici, quei medici lavorano praticamente quasi gratis.
Ma il solo sterilizzare 100 gatti costa comunque circa 2.500 euro.
Ogni esemplare sterilizzato e rimesso in libertà è una vittoria e significa contenere la crescita esponenziale di quel gruppo di gatti malati e dare loro un futuro di speranza.
Significa evitare cuccioli malati, occhietti perforati, tumori all’utero.
Ecco, io guardo nel futuro e lo vedo, nitido, il Dopo.
Non giudicate il vostro contributo inutile, se piccolo: anche solo un euro è preziosissimo.
Con 39 centesimi, per esempio, si può comprare una scatola di cibo al discount: di certo non basta a nutrirli, ma può servire a catturarli con le gabbie-trappola per portarli in ambulatorio e curarli e aiutarli.
Quei vostri 39 centesimi possono salvare una vita o addirittura molte.
Non sottovalutate il poco: se donate, poco non è mai.
Ma non aspettate che lo faccia un altro e non aspettate domani.
Domani vi sarà passato di mente, queste mie parole saranno volate via.
Il Dopo dipende da Adesso.
Fatelo Adesso.
Perché è Adesso che occorre, o il Dopo sarà di nuovo pieno di cuccioli, malattie, fame e morte con sofferenza.
Fate voi la differenza con Elena, Patrizia e me. E Stevie Stivaletti.
“Non puoi voltarti sempre”.
Ecco il Bivio.
Scegliete.
Adesso.

Andrea Cascioli.

———————————————

Per contattare Patrizia Di Tullio usate questo indirizzo mail:
patrizia.dt@gmail.com

Il denaro delle donazioni è gestito SENZA INTERMEDIARI direttamente da Patrizia Di Tullio.
Per donare ci sono 2 modi:

  • potete fare un bonifico: l’iban è IT80V0100573920000000011382 intestato a Patrizia Di Tullio.
    Vi ricordo che un bonifico bancario fatto da internet è quasi sempre gratuito, non ha costi.
  • Oppure per Paypal la mail è patrizia.dt@gmail.com.
    Se avete un account Pay Pal e nella causale scegliete “donazione per amici o parenti” non pagate alcuna commissione.

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Qui sotto, tutti gli aggiornamenti:

AGGIORNAMENTO DEL 24 NOVEMBRE 2015

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AGGIORNAMENTO DEL 17 DICEMBRE 2015

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AGGIORNAMENTO DEL 4 GENNAIO 2016

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AGGIORNAMENTO DEL 1 LUGLIO 2016

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AGGIORNAMENTI SUCCESSIVI, DAL 1 LUGLIO 2016 IN POI,
SULLA PAGINA DELLA COLONIA DEI 100 GATTI

 

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© 2016 ETICO, BISBETICO, FRENETICO, PATETICO.
Il Progetto Stevie Stivaletti
promuove una cultura d’intervento,
sensibilizza e informa contro l’indifferenza
e comprende anche il mio romanzo
LO SCRITTORE, I SUOI GATTI E UN MISTERO.

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3 commenti

    • Non mi volto. Mai l’ho fatto, in qualsiasi circostanza e considero il partecipare, attivarsi ed interessarsi come doveri di ciascuno di noi. Son convinta che l’indifferenza, a lungo andare, si tramuta in ignavia e sterilità d’animo.
      Ci sono anch’io. Come sempre. Se fossi vicina sarei felicissima di apportare il mio aiuto materiale.
      Mi farò bastare una piccola donazione con la certezza che, insieme alle altre, potrà fare la differenza.
      Mi sento un po’ ridicola a ripeterti che ti stimo tanto, Andrea, ma…correrò il rischio di esserlo, ridicola.

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