COME LA PENSO SU FEDEZ CONTRO SALVINI.

fedez 2COME LA PENSO SU FEDEZ CONTRO SALVINI
di Andrea Cascioli.

Buongiorno.
Magari leggerete di sera.
Buonasera.
Leggo di molte polemiche intorno a questo rapper che si chiama Federico Lucia, in arte Fedez.
La cosa non mi tocca quasi per nulla, io non faccio il rap da quasi trent’anni, credo che quando ho smesso Fedez non fosse nemmeno ancora nato; le ultime cose rap che ho gradito le ha scritte J-Ax nel 1996.
Sono un dinosauro, non voglio parlare di musica, non chiedetemi un parere musicale, io sono rimasto al clavicembalo.
Però la questione ha assunto toni politici, c’è di mezzo la Lega, Salvini, il quotidiano Libero e la sua giornalista.
Quindi dirò la mia.
Cominciamo da questo, leggetevi l’articolo e poi ne parliamo:
http://www.liberoquotidiano.it/news/sfoglio/11857211/fedez-viareggio-playback-discoteca.html

Letto? Tutto? Bene.
Mi sono fatto un giro sulla Pagina Facebook di Fedez.
I fan tutto sommato non lo attaccano, se non quel numero abbastanza fisiologico di scontenti che più o meno sono sempre presenti tra le fila di chi sperava in una foto e non c’è riuscito, o chi nel “divo” cercava il Messia e oggi è deluso dal fatto di essersi scontrato con la realtà di una persona più o meno abbastanza normale.
Qualcuno scrive che in quella data l’organizzazione (cioè non il team di Fedez ma chi ha gestito quell’evento) ha fatto entrare un sacco di gente in più ponendo le basi per un putiferio, complice la maleducazione di certi tizi tra il pubblico.
La giornalista di Libero invece racconta altro, come avete letto.
A parte che stiamo parlando di Libero (il quotidiano delle notizie spesso addomesticate e/o gonfiate) consiglierei di leggere tutto l’articolo e non solo i titoli. Al termine dell’articolo il quotidiano pubblica (diciamo per correttezza) una smentita dell’ufficio stampa del rapper.
La smentita è proprio sul link che ho postato, astutamente collocata al termine, giacché non tutti arrivano a leggere fino alla fine. Ve la copio e incollo qui:

In merito all’articolo di Libero, l’ufficio stampa di Fedez precisa quanto segue:

“Rispetto all’articolo pubblicato oggi in prima pagina sul quotidiano Libero mi preme precisare che durante il Dj set alla Capannina di Viareggio Fedez come previsto da contratto ha cantato 10 canzoni dal vivo per la durata di circa 20 minuti. Solo nel pezzo fatto con Mika Beautiful Disaster la parte interpretata da Mika era in playback. Nell’ articolo firmato da Chiara Giannini viene sostenuto che Federico Lucia prende in giro i suoi fan e viene da loro insultato sui social rischiando il linciaggio. Questo non è vero, Fedez ha sempre cantato soprattutto per i suoi fan che lo hanno sostenuto fin dagli esordi sul web e lo sostengono quotidianamente.
La verità è che il numero di ingressi era molto superiore alla capienza del locale che ospitava Fedez e quindi il sovraffollamento che poteva generare panico è da addebitare esclusivamente all’organizzazione che non dipende dall’artista. Fedez ha fatto foto e autografi con moltissimi fan fino a quando la calca incredibile di persone non ha più garantito la sicurezza all’interno del locale e l’artista non potendo lasciare La Capannina è rimasto chiuso in bagno alcune ore in attesa che la situazione si tranquillizzasse.

Elisabetta Soldati

Ufficio stampa Fedez.”

images

Il comunicato stampa che avete appena letto mi pare un tantino più sobrio dell’articolo con i superlativi assoluti ( e assolutisti) di Libero.
Leggo in giro che qualcuno si scalda. Matteo Salvini (che ha avuto a che discutere con Fedez in passato) coglie la palla al balzo e fa squadra con la giornalista, interviene, la difende, non si capisce bene perché.
Veramente io l’avrei capito, sono convinto che l’intervento di Salvini riguardi un proprio coinvolgimento emotivo nei confronti degli scontri passati col rapper.
Leggo pareri arrabbiati contro Fedez:
“Che schifo di uomo…io per 50 euro mi faccio il culo insieme alle mie band per tre ore, e questo si permette di fare dai 15 ai 30 minuti di ipotetico concerto e perlopiù tutto registrato. Mi meraviglio di chi lo elogia o va a sentire un suo concerto!!!!!”
E ancora:
“Mi dispiace ma conosco persone che sono andate a sentirlo a L’Aquila e si sono lamentate del fatto che hanno pagato troppo per soli 20 minuti di concerto per lo più in playback”.
Qualcuno è un po’ più morbido:
“I veri professionisti dovrebbero controllare tutto ed evitare di andarsi a ficcare in situazioni come quelle descritte nell’articolo. Se i fan dell’artista sono i primi a lamentarsi significa che l’evento è stato preparato male, sia dall’artista che dal l’organizzatore della serata. In più, dovrebbero essere restituiti i soldi a chi ha acquistato il biglietto.”
E poi:
“È chiaro che l’ufficio stampa di Fedez sia di parte e che dica che i brani erano 10 e tutti dal vivo…”
Insomma, cose così.

1) “Che schifo di uomo” non si dice, è sperequato. Si può dire di un boss mafioso, di un pluriomicida, non ad un cantante che supponi guadagni troppo.

2) “…io per 50 euro mi faccio il culo insieme alle mie band per tre ore” la dice lunga sul tuo astio, amico mio. È quello che mi pare spropositato: l’astio.
Pur affermando una serie di cose vere il concetto espresso è livoroso, aggressivo, esagerato.

3) “Conosco persone che mi hanno raccontato…” non  è un discorso inaccettabile, nei confronti di chiunque, non si può sentire.

3) Nessun concerto dura 20 minuti, probabilmente quelle persone che conosci hanno visto un DJ Set e non sanno nemmeno cosa sia.

Keep calm e ragioniamo:

Fedez

Vorrei fare un po’ di chiarezza su come la penso; io credo che l’ufficio stampa non possa inventarsi che erano 10 canzoni se erano 5.
Peraltro c’è un contratto.
Una giornalista leghista invece il contrario può farlo, il tono dell’articolo è pretestuoso, di parte, assolutamente intenzionale.
L’ufficio stampa del cantante ha ragione. Anche perché oggettivamente una scaletta di 5 pezzi in concerto non dura 2o minuti, non sono i Pink Floyd, i musicisti non vanno in assolo, i brani durano al massimo un paio di minuti l’uno, anche perché se è un DJ-Set i brani sono mixati, quindi incompleti.
Si, la bufala (almeno sui numeri dei minuti “forzati”) l’ha confezionata la giornalista.
Altrimenti Libero non avrebbe pubblicato il comunicato stampa che smentisce l’articolo stesso. Ovviamente in coda, in basso, dove viene letto dal numero minore possibile di lettori.E non è per correttezza.
È che in caso di querela il quotidiano in questo modo si mette al sicuro.
Funziona così: quando arriva una smentita il Direttore (o il capo redattore) chiama chi ha scritto l’articolo e chiede quanto è sicura la fonte.
Se la notizia è inoppugnabile non si pubblica alcuna smentita o altra versione da parte della persona di cui si parla nell’articolo (tipo il boss arrestato, o il personaggio intercettato, ovvero notizie che arrivano da Carabinieri o Magistrati o altre fonti “certe”).
Se la notizia è stata invece “addomesticata” (ovvero è una bufala o parte di essa è imprecisa) per evitare eventuali problemi legali i giornali pubblicano in coda o a parte anche la voce dell’altra campana, facendo la figura dei rispettosi della par condicio; in realtà è un protocollo spesso suggerito dall’ufficio legale del quotidiano quando ci si accorge di aver scritto un articolo impreciso o con notizie un po’ inventate.
Sul playback non concordo: so bene come lavora Fedez e che nelle sue performance non sia in playback si sente benissimo, in quanto è poco tecnico, spesso fuori tempo e impreciso.
L’unico brano registrato di quella sera è stata la canzone con Mika (che era ovviamente assente) e il playback non riguardava la voce di Fedez, ma soltanto quella del cantante inglese.
Non mi stupisce che qualcuno dei presenti ascoltando la voce di Mika registrata possa aver pensato che tutte le voci in tutti i brani lo fossero; non credo che il pubblico di Fedez abbia tutto un orecchio musicale troppo allenato, alcuni spesso sono giovanissimi e seguono certi personaggi più per moda che per competenza musicale.
Fedez
La cosa sui professionisti che dovrebbero evitare locali disorganizzati e scegliere di accettare solo proposte da organizzatori “seri” è giusta.
Sono concorde.
Tuttavia il problema principale di quella sera è stato che gli organizzatori hanno fatto entrare il doppio della gente consentita (per cupidigia, ingordi); quell’organizzazione si è quindi certificata inadeguata in quel momento, ovvero quando se ne è presentata l’occasione, non prima.
Per esperienza personale (ho organizzato vari eventi in passato) affermo che gli Artisti e i loro team hanno solo un modo per farsi valere in quei casi “dell’ultimo minuto”, ovvero rinunciare ad uscire sul palco.
Però facendo quella scelta creano i presupposti per uno scompiglio tra il pubblico deluso, rendono i fans scontenti e spesso le reazioni sono violente.
Quel gesto va quindi valutato attentamente: con un diniego ad uscire sul palco dell’ultimo minuto gli Artisti pongono le basi per un’eventuale causa legale per danni da parte degli organizzatori.
Non so se Fedez avrebbe avuto più svantaggio a scegliere una strada del genere o ad accettare di esibirsi lo stesso, ma so che la giornalista simpatizzante leghista non ha alcun interesse a parlar male degli organizzatori di quel concerto mentre dopo le polemiche col leader della Lega Nord quel cantante ha contro molti giornalisti di parte.
D’altronde il tono dell’articolo non lascia dubbi, a cominciare dal titolo per non parlare dei numeri tendenziosamente forzati.
Certi articoli di Libero sono davvero imbarazzanti, se un loro “nemico” riuscisse a camminare sull’acqua sarebbero capaci di scrivere “Ennesima figuraccia di Tizio: non sa neanche nuotare!”
Certo, Il team di Fedez poteva uscirne meglio: di solito in questi casi è consuetudine che qualcuno del team vada dai Vigili del Fuoco e segnali che si sta superando il limite che la struttura è stata autorizzata a contenere. In quel caso i Vigili intervengono, bloccano gli ingressi, multano gli organizzatori e la responsabilità (morale e legale) della data eventualmente “saltata” è la loro e non del team dell’Artista di turno che salva la faccia e tiene anche il compenso pattuito mentre gli organizzatori sono costretti a rimborsare i biglietti.
Questo modo “furbo” è consuetudine per evitare figuracce con i fan e responsabilità legali, ma occorrono motivazioni gravissime per prendere quella decisione.
Probabilmente il team di Fedez non ha deciso per quella modalità.Ecco, ci tenevo a scrivere come la penso su un certo giornalismo pretestuoso e dai superlativi di parte.
Scusate la lunghezza di questo post-romanzo.
È che raccontare in dettaglio come funzionano realmente certe dinamiche porta via tempo.
Forse per questo oggi il giornalismo si fa soprattutto con i titoloni, cercando un pretesto anziché esporre una disamina.
A proposito di giornalismo, per par condicio vi propongo anche la versione del Fatto Quotidiano:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/09/fedez-la-lite-sui-social-con-la-giornalista-di-libero-e-con-salvini-dopo-il-dj-set-di-viareggio-il-rapper-finti-scoop-su-di-me/2290273/

Andrea Cascioli.

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LO SCRITTORE, I SUOI GATTI E UN MISTERO  (dal capitolo uno):
https://andreacascioli.wordpress.com/archivio-capitoli-del-romanzo/capitolo-uno

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6 commenti

  1. L’analisi che fai, carissimo Andrea, è evidentemente frutto di un ragionamento ponderato che si basa su esperienze personali, costituenti quindi un parere con base oggettiva. Non amo Fedez nè il genere musicale che rappresenta; in effetti se si ama davvero la musica, il rap non è accettabile: i suoi esponenti (quei pochi ma comunque troppi che ho avuto la sfortuna di ascoltare) non sanno cantare, non sanno suonare e approfittano di una moda generata da una situazione sociale che pur non appartenendoci minimamente, ottiene lo scimmiottamento di nostrani emuli, per ottenere successo facile. Ma questa è una mia opinione che pur basandosi su un grande amore per la musica, quella vera dove solo lo studio e la fatica possono portare a risultati degno di nota, poco ha a che fare con l’argomento… ma non ho potuto trattenermi. In ultimo il mio ringraziamento: ogni volta che ti leggo, si rinnova la mia stima nei tuoi confronti. Grazie.

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  2. Grazie a te, Luca. Ogni opinione è da considerare degna di rispetto.
    Molto rap è robaccia.
    Molto è invece musica parecchio buona.
    Quincy Jones e Stevie Wonder hanno prodotto cose rap, ad esempio, molto belle.
    E pure in Italia c’è del buono:
    Alessandro Aleotti (J-Ax) ha scritto cose notevoli.
    Anche Lorenzo Jovanotti Cherubini e Francesco Di Gesù (Frankie-Hi-NRG) hanno scritto testi interessantissimi.

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  3. Caro Luca, visto che l’autore è troppo diplomatico per dirtelo ci penserò io.
    Il fatto che se si ama la musica il rap non è accettabile è la più grande boiata che abbia mai letto sull’argomento.
    Se si ama la musica, non si ama solo la melodia strumentale e vocale di un artista, si ama anche la sua storia e il suo messaggio.
    Basta pensare agli ormai sdoganati NWA (in cui la componente strumentale era pressoché di basso livello) che hanno denunciato il comportamento criminale e l’abuso di potere della polizia americana al mondo o ai più recenti Rage Against The Machine che grazie alle rime del loro cantante hanno portato all’attenzione di milioni di persone i seri problemi di ingiustizie sociali di paesi lontani e poco considerati del centro e Sud America, Asia e Africa.
    Quindi dal punto di vista di impatto sociale il rap ha molta più rilevanza di generi considerati più nobili e non gli deve essere tolta dignità solo perché le case discografiche lo usano per i loro prodotti seriali (come hanno fatto in passato anche con il rock).
    Detto questo, credo che se si ama davvero la musica si ha la capacità di apprezzarne la bellezza in tutte le forme e colori che assume, a prescindere dai propri gusti.

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  4. Egr. Claudio Palazzasei, mi dispiace avere visto il tuo commento solo ora. L’unica risposta a un individuo che comincia la sua risposta offendendo e dimostrando così la sua esecrabilità (si mi metto allo stesso livello), è una sola: non rispondere. E’ evidente la sua totale ignoranza in materia dati i voli pindarici che assume sull’argomento che nulla hanno a che vedere con la mia opinione. E non faccio il critico musicale: non ho alcun obbligo di apprezzare alcunchè a prescindere dai miei gusti.
    Ora mi scuso, ma solo perchè le ho evidentemente risposto, anche se non come merita.

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    • Suvvia, sono opinioni.
      Ognuno ha la sua ed è contemporaneamente autore di una boiata pazzesca e di puro Vangelo.
      Io per primo, col mio articolo su Fedez magari ho detto alcune sciocchezze e alcune verità.

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  5. Grazie. Il tuo “suvvia sono opinioni…”, riequilibra perfettamente la situazione.
    Faccio mestamente notare (solo tanto per ridere) che non sono pochi (e per questo più onesti di altri) i rapper che ammettono di non saper cantare, non saper suonare, non scrivere e leggere la musica. Il risultato è scontato. Se poi da un punto di vista più serio, (non mi rivolgo a te), vogliamo analizzare uno spartito rap e valutarlo nelle sue (perlopiù assenza di) componenti, sono qui.
    Gazie ancora.
    Andrea ovviamente.

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