TUTTA UNA VITA NELLE MANI DI ANNA.

Marchesini 1

TUTTA UNA VITA NELLE MANI DI ANNA.

Io detesto i coccodrilli.
Ovvero quegli articoli preconfezionati che piangono la morte di un personaggio conosciuto, scritti tempo prima, precotti in attesa della dipartita prevista.
Su Anna Marchesini leggerete di tutto.
Io mi soffermo sulle mani.
In primis le sue, unica parte impossibile da nascondere di un corpo completamente devastato dall’artrite reumatoide che l’ha costretta, quotidianamente, per anni.
Da quelle mani io potevo vedere il progredire della sua malattia, mentre passavano gli anni, mentre tutto il suo corpo cambiava.
“A mano a mano”. Che frase.
Sembra fatta su misura per una una malattia degenerativa.Marchesini
Però penso anche alle mani di chi per decenni ha applaudito il suo talento, pure all’ultimo della sua carriera, quando era sola, a teatro; al termine dell’ultimo spettacolo che ha tenuto si sono registrati 15 minuti di applausi.
Ripenso a entrambe le mani con cui stringeva Lopez da una parte e Solenghi dall’altra, quando era al centro di un trio che ancora rimane indimenticabile, al centro di un decennio – gli anni ’80 – ancor più indimenticabile, di cui loro tre sembravano essere l’emblema comico e irriverente; tre, il numero perfetto, trio comico e musicale ante litteram, prima di Aldo Giovanni e Giacomo, prima de Il Volo.Lopez Marchesini Solenghi
Le mani con cui ha abbracciato suo marito, le stesse con cui dopo lo ha allontanato, negandogli il più possibile la figlia, perché nella vita non è tutto comico come sul palcoscenico.
Le mani con cui ha abbracciato quella figlia, l’ha accarezzata, l’ha protetta (o ha creduto di proteggerla) da un padre che reputava inadeguato.
Forse ha sbagliato, forse no, forse tutt’e due le cose, forse solo un po’.
Le mani di Anna.
Le mani rattrappite che ha appoggiato sulla tastiera del computer quando è diventata una scrittrice formidabile; ora i suoi libri andranno a ruba, sull’onda dell’emozione.
Meno male, visto che sono bellissimi.
Scrivo questo anche per consigliarveli.Marchesini libri
Di tutto questo, oggi, rimane quel talento autoriale e recitativo, il merito di aver sdoganato il ruolo femminile tra due uomini in una maniera il meno possibile sessssssssuale e, gigantesco, il coraggio con cui ha portato il peso di una malattia devastante che l’ha resa brutta, irriconoscibile e fragile, ma che non ha scalfito la sua dignità, confermando uno spessore umano che da sempre era intuibile.Anna-Marchesini-Che-Tempo-Che-Fa-8-1024x571
Da Fazio ha di nuovo preso per mano il pubblico di mezza Italia, raccontando la sua vita, immaginando la propria morte: “Sono così interessata, appiccicata, morbosamente ghiotta, obesa di vita che mi interessa pure la morte, che di essa è il finale… e non è detto… e quindi mi astengo dal giudizio che sia qualcosa di bello o di brutto perché è qualcosa che ci accade e tutto quello che ci accade è osservabile!”
Non è tre il numero perfetto.
Ogni comico lo sa: vivere la vita, è un numero perfetto.
Oggi quelle mani si sono alzate, Anna Marchesini si è arresa alla malattia.
Questo non è un coccodrillo, è che proprio ho sentito il bisogno di mettermi alla tastiera e scrivere queste parole.
Dopo che per decenni mi ha fatto ridere, crescere, pensare, incuriosire, non riuscivo proprio a starmene qui seduto con le mani in mano.

Andrea Cascioli.

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2 commenti

  1. Toccante, addirittura sento la tua bramosia tra lo scorrere delle dita sulla tastiera, – un po’ come piace fare anche a me. Sento vicino questo tuo articolo anche perché in famiglia ho un caso simile e abbraccio la vita qualsiasi cosa proponga. Che fosse stata una “bella figheira” anche nella vita lo si poteva tranquillamente vedere e sicuramente lo sarà stato anche nell’animo. Impossibile dimenticarla.

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  2. Non posso che condividete il tuo pensiero, su di lei… l’ho amata ed imitata, da ragazzina… mia madre è “mamussi” grazie a quel trio… e a lei… mancherà…

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