L’ISLAM, LE LEGGI RAZZIALI E L’ODIO IN NOME DELL’AMORE.

L’ISLAM, LE LEGGI RAZZIALI E L’ODIO IN NOME DELL’AMORE.
 
Pia Ragni Orrhammar e il suo Ez.
Su Facebook la signora Pia Ragni Orrhammar scrive del suo gatto birichino, che al mattino per svegliarla senza volere l’ha graffiata per errore vicino all’occhio. Il micio per svegliare lei e il marito nel weekend morde i loro piedi sotto le coperte, solito giochino per farli alzare; insomma, la signora Pia chiede un consiglio su un gruppo che tratta di gatti, io intervengo, le dò dei consigli più o meno giusti e lei mi ringrazia.
La signora Pia non ha detto null’altro di suo marito o di eventuali figli, è utile sottolinearlo. Poi capirete perché.
Pubblica anche un bel primo piano del micio, carino assai, fra l’altro, ha un musetto delizioso. Il micio si chiama Ez, ha 10 anni, la foto è qui sotto.
Loredana Ines Morandi.
Seguono vari interventi tra i commenti, poi arriva la signora Loredana Ines Morandi (con tanto di foto del profilo con Santa Gertrude dotata di aureola) e decreta cose, ipotizzando una sceneggiatura fantasiosa degna di Beautiful:
 
“A me il gatto in foto sembra maltrattato. Hai un cognome musulmano quindi è il tuo arabo o africano che maltratta il gatto. Il graffio l’hai avuto perché la creatura per freddo ha tentato di salire sul letto e quello con il quale lo condividi l’ha spintonato in malo modo. Mettiti in contatto con le gattare locali e affida loro gli animali per un po’ di tempo. Fa attenzione se hai figli sappi che quell’uomo è pericoloso anche per loro. Liberatene prima possibile. Fallo prima possibile o la violenza che ora colpisce i tuoi animali presto toccherà anche te.”
 
Poi seguono 71 risposte al commento di gente allibita, o di risate, o di stupore, o di battute.
Risponde pure la signora Pia:
“Mi marito è frascatano de Frascati … terra de vignaioli e allegria…ma pure fosse stato arabo oppure io araba era uguale.”
Insomma, il marito della signora Pia è di Frascati e stanno ancora ridendo, ma il punto non è questo.
Fosse pure il marito un imam musulmano, o un rabbino ebreo o un prete cattolico, il commento di chi per abitudine odia presumendo è assai più grave di quel che sembra, perché offre l’ennesima occasione di spaventare, denigrare, odiare, discriminare, a prescindere, senza nemmeno conoscere.
A 80 anni dalle Leggi Razziali gli italiani trovano ancora utile giudicare gli individui accorpandoli per categorie, addirittura presumendo, senza effettivamente sapere di chi parlano.

Gianni.
Qualche giorno fa un mio conoscente virtuale 70enne, Gianni, affermava sul suo Diario Facebook che i musulmani (tutti) ci odiano e vivono solo per conquistarci (noi chi?).
Sul proprio Diario Facebook non fa che scrivere post anti islam, ripetitivamente.
È realmente convinto che quasi due miliardi di persone al mondo siano cattivissime e lo scrive spesso perché pensa in questo modo di promulgare un messaggio culturale che si opponga a un’invasione. Chi non è d’accordo è “buonista”. Vabbè.
Una volta gli ho scritto per dirgli che le mie amicizie di religione islamica sono persone a modo, carine, lavoratrici e studiose, bravi padri e brave madri, molto etiche e tolleranti tanto quanto i cattolici o gli ebrei o i testimoni di Geova. Che a parte il maiale mangiamo insieme in pizzeria, che i loro bambini mangiano i sofficini e i pop corn insieme ai nostri.
Mi ha detto che sono stato fortunato. Che è un caso raro, che la visione distorta è la mia, che i musulmani non mangiano sofficini e pizza, la loro religione glielo vieta. Fantastico.
Gli ho chiesto se avesse mai frequentato musulmani e mi ha risposto “No, ma sono cattivi, lo so bene, me lo ha detto mio cugino che vive in Inghilterra”.
Poi altre perle di saggezza: “Anche una mia amica brasiliana che vive in Olanda da anni, uguale… L’Austria ha dichiarato di non volere musulmani in casa loro, e li respinge. Chiamami pure razzista, se vuoi, io non lo sono.”
Mai sentito un razzista o un bullo ammetterlo.
Ma nemmeno gli italiani che battevano le mani alle leggi razziali.
Aspettassi una conferma dai diretti interessati mi farei vecchio. Gianni è convinto. Tant’è.
Cioè, lui semina odio e ha un’opinione che si basa sui giudizi altrui? Non basata su una conoscenza diretta o su delle esperienze dirette?
“L’ha detto mio cugino”?
“L’ha detto una mia amica brasiliana”?
“L’ha detto l’Austria”?
Gianni potrebbe affermare il contrario e dire “L’ha detto Andrea Cascioli”, “L’ha detto la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”, ma non lo fa, e questo dimostra che ha già deciso, a priori.
Purtroppo Gianni sta come stavano gli italiani con le Leggi Razziali 80 anni fa, è ancora convinto che esista l’etnia buona e l’etnia cattiva a seconda di quello che dice qualcun altro.
Ovviamente qualcun altro che certifichi che lui fa parte di quella buona e quindi sente il bisogno di difendersi da quella cattiva.
Esattamente quello che 80 anni fa si faceva credere degli ebrei o dei comunisti trinariciuti che mangiavano i bambini.
Senza esperienza diretta, gli bastava lo dicesse qualcun altro.
In effetti anche io e altri “buonisti” siamo “qualcun altro”, ma a noi Gianni preferisce non dare ascolto perché non gli diamo le certezze di cui ha bisogno.
Non è obiettivo, non riesce, sono 70 anni che è cosi. Convinto.

Che sia sui musulmani, sui cinesi, sugli africani o sugli ebrei, che sia sugli omosessuali, sui ciccioni o su quelli con gli occhiali, sui minidotati o su come ballano i portoricani, se si giudica una persona prima di conoscerla e si spingono gli altri a riderne o ad odiarla, a prescindere, è bullismo.
Altro che valori cristiani, Gianni odia.
Non sono gli altri che sono “buonisti”.
È lui che è un bullo, un razzista.
I suoi post faziosi mi fanno male, spero che si renda conto di quanto odio si respira nel leggerli.
Ovviamente lui direbbe che l’odio lo seminano gli altri, gli islamici cattivi che ci odiano, e avrebbe ragione: questo è vero, perché siamo proprio equivalenti.
Infatti anche tra gli islamici ci sono alcune persone ottuse che dividono il mondo in categorie e odiano tutti gli occidentali pur senza averli conosciuti: glielo ha detto il loro cugino, che vive in occidente, o l’amico che vive in Olanda da anni.
Non la si spunta, dopo 80 anni siamo ancora alle Leggi Razziali, dall’una e dall’altra parte.
Inutile discutere o argomentare, quando i convincimenti aprioristici sono forti anche l’evidenza passa in secondo piano. È imbarazzante.
Non è solo una questione razzista o da bulli, il discorso è più ampio.

Il bisogno.

Qualcosa ci accomuna a quegli italiani di 80 anni fa, ed è un bisogno. Lo stesso che ha Gianni e che ha la signora Loredana Ines Morandi, quella dalla fertile fantasia.
Qui di seguito espongo la mia opinione, ma l
asciatemi prima dire che comunque io di fanatici religiosi/animalisti/vegani/politici e via discorrendo ne conosco un mucchio.
Senza offesa per nessuno (sono animalista e vegetariano io per primo) ma ho notato che quando uno è sociopatico e aggressivo spesso si fissa con una buona causa che gli è utile per giustificare il proprio operato esagerato, l’odio, le parolacce, la violenza e gli atteggiamenti estremi in nome della causa stessa.
Veste una divisa, per così dire, allo scopo di certificarsi in qualche modo “autorizzato”.
Poi si scatena e semina maldicenza, odio, istilla dubbi e convalida certezze assolute.
Così accade che la bandiera etica (rispettabilissima) delle religioni, dell’animalismo, del veganesimo, della politica, del “noi” siamo i buoni, “loro” sono cattivi, si presti a giustificare certi atteggiamenti aggressivi e socialmente sbagliati che in alcuni casi più “tranquilli” sono assai comuni, ma in altri casi più esagerati sono veramente fuori dal mondo.
A quel punto trovare sempre un pretesto è d’obbligo, diventa un’abitudine.
Come in questo caso del presunto arabo-africano che maltratta il proprio gatto, in cui il pretesto è addirittura attribuito, costruito su misura per bisogno personale.
“Ho deciso che tu sei cattivo perché mi occorre che tu lo sia”.
Per la signora Loredana Ines Morandi con tanto di foto del profilo con Santa Gertrude con un micio in braccio, il binomio religione-animalismo è un argomento prioritario, in quanto necessario, il suo commento lo dimostra.
Poi in ultimo afferma che l’accento sulla questione religiosa l’hanno messo gli altri.
Infine è stata bannata (significa cacciata dal gruppo). 
Dunque, dai commenti nella foto vedete che la cosa è stata presa con allegria.
Allora perché perdo tempo a raccontare tutto questo?
Perché in minima parte, molto meno esagerati, siamo tutti un po’ così: abbiamo maturato convincimenti ad hoc che certificano quanto noi siamo bravi e buoni e gli altri sono cattivi e pericolosi, giustifichiamo con questo e con le nostre buone intenzioni tutte le nostre piccole manie, i nostri piccoli razzismi, le nostre piccole rispostacce, con l’autoassoluzione del “quando ci vuole ci vuole” che assomiglia tanto a “Dio lo vuole!” e che esplica la stessa funzione: assolve e giustifica la qualunque.
E qui la cosa si fa seria.

La parte seria.
L’esagerazione della signora Loredana Ines Morandi nel costruire una scenetta a lei utile dell’arabo-africano maltrattatore di gatti e figli certifica che è fuori come un balcone, certo, ma è l’evoluzione esagerata di uno schema mentale abbastanza comune (vedi Gianni, 70enne, figli, nipotini, un lavoro “perbene”, ex bancario, razzista per per abitudine).
A certificare quanto la signora Loredana si sia fatta un film, qui sotto vi elargisco la seconda foto del gatto Ez che subisce un “evidente maltrattamento” a base di tonno del quale va goloso.

Insomma, si vede il male dove lo si vuole vedere, pur di pontificare o attaccare o accusare.
Sfogando il proprio odio a priori, sentendosi santi e dalla parte giusta.
Io su Facebook di animaliste aggressive ne leggo un botto, di vegani che prendono a parolacce gli onnivori ne vedo tantissimi, di onnivori bulli che pigliano in giro i vegani con cattiveria anche.
E così i religiosi che insultano gli atei, e gli atei che disprezzano i religiosi, e tutta l’informazione contro i musulmani, ad associare continuamente alla parola “terrorismo” la parola “islamico”, che in 16 anni ne è diventata quasi il sinonimo.
Musulmani che nel mondo sono quasi due miliardi e che certamente sono quasi due miliardi di terroristi cattivi cattivi, è un miracolo che siamo ancora tutti vivi.
E a morte gli omosessuali, “invertiti” e contro natura: noi siamo i “giusti”, loro no!
E a morte tutto quello un po’ diverso dalle nostre scelte e dai nostri convincimenti, dichiariamolo a gran voce, tutti in coro, e se dimostriamo quanto sia brutto brutto brutto riusciamo a sottolineare quanto le nostre scelte e i nostri convincimenti siano automaticamente belli belli belli, sempre santi e benedetti: noi e solo noi siamo “giustissimi”, è fuori da ogni dubbio!
E giù a odiare, in nome dell’Amore.
E giù a far Guerra, in nome della Pace.
Loredana Ines Morandi è solo la versione eccentrica ed esagerata dei tanti Gianni, solo un poco più misurati, di quello che meno esageratamente incontro spesso, troppo spesso, in molti di noi.
Cioè, in voi. Ovviamente io sono giustissimo e se non fossi ateo sarei certamente pure santo.
Col gatto in braccio. Come Santa Gertrude.
Pentitevi, io vi osservo dall’alto del mio pulpito. Osservo già delle fattezze mediorientali in alcuni di voi; al primo kebab che vi vedo mangiare vi denunzio, e non solo perché sono vegetariano, brutti terroristi.
Ho un cugino pure io, saprà ben indicarmi tra voi chi è bravo e chi no.
Sono pronto a odiarvi tutti, in nome dell’Amore.
Amen.

Andrea Cascioli.

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