TUTTA LA STORIA DI ECCOLO BUBBLE.

Eccolo Bubble il 19 Novembre 2018.

AGGIORNAMENTO 16 GENNAIO 2019:
ECCOLO BUBBLE È STATO ADOTTATO.

È una notizia ottima quella che mi arriva da Reggio Emilia: Eccolo Bubble ha trovato casa, una famiglia affettuosa che lo accoglie e lo amerà per tutto il resto della sua vita.
Eccolo Bubble ha già fatto il secondo vaccino, e quando compirà 8 mesi sarà sterilizzato.
I suoi occhi ancora oggi sono due, e hanno uguali dimensioni.
Alla fine di questo articolo, in fondo, trovate la foto che mostra come era l’occhio il 2 Ottobre 2018, prima delle mie cure.
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19 Novembre 2018.

Buongiorno.
Questa è la storia di Eccolo Bubble che è stato trovato con i suoi due fratellini a Monte San Biagio da una coppia di Reggio Emilia in vacanza.
Il gattino aveva due mesi e un gravissimo herpesvirus che gli ha devastato l’occhio sinistro.
La foto di come era il suo occhio appena trovato è in fondo a questa pagina,  se non volete vederla potete evitarlo; continuate pure a leggere tranquillamente, non c’è pericolo di vederla “a tradimento”; più in basso dovrete comunque scegliere se vederla o meno.
Oggi, dopo 45 giorni di cure, il suo occhio sinistro ha dimensioni normali ed è dentro l’orbita, come vedete in questa foto:

L’occhio curato di Eccolo Bubble, il 6 Novembre 2018.

La coppia in vacanza ha trovato Bubble il giorno 30 Settembre 2018 e lo ha subito portato con i fratellini dalla veterinaria del posto che ha prescritto due blandi farmaci e ha suggerito di togliere subito l’occhio, escludendo l’eventualità di curarlo.
Gli altri due fratellini, a suo dire, avevano gli occhi a posto.
Le coppia in vacanza ha preferito iniziare la blanda terapia senza togliere l’occhio e ha contattato l’Associazione Animali del Tricolore Onlus di Reggio Emilia per un consiglio.
L’Associazione che mi conosce bene mi ha contattato per un parere e io ho consigliato di aspettare prima di rimuovere l’occhio e provare una cura (il mio protocollo ogni 4 ore di 6 farmaci ) per ridurre la crosta sull’occhio e poi farlo esaminare da un oculista veterinario.
Tengo sempre a specificare che il protocollo che applico non è autoreferenziale, ma l’ho studiato in accordo con l’oculista Dott. Adolfo Guandalini.
Il primo di Ottobre ho descritto alla coppia il mio protocollo dandogli comunque i nomi dei 6 farmaci che vanno usati in quei casi gravissimi che rendono gli occhi dei gattini spesso (ma non sempre) irrecuperabili.
La coppia in vacanza ha riferito questo alla veterinaria di Monte San Biagio la quale ha affermato di conoscere personalmente il dott. Guandalini, di avergli quindi mandato le foto del gattino Bubble e di aver ricevuto conferma che la giusta terapia fossero proprio i due blandi farmaci.
Ora, io conosco molto bene quell’eccezionale oculista, ho avuto a che fare con lui per molte decine di casi simili, so che mi stima e mi onora della sua amicizia: MAI l’ho sentito prescrivere a me o ad altri quei due blandi farmaci per un caso così grave: il suo (e mio) protocollo consiste in 6 farmaci oltre a un’altro farmaco eventuale da aggiungere dopo 20 giorni, figuriamoci se ha prescritto la blanda terapia di due soli farmaci.
Tuttavia nella mia posizione di non laureato io non posso e non voglio mettere in discussione le parole e la terapia di una dottoressa con tanto di laurea in medicina, non sarebbe giusto, perciò ho consigliato alla coppia di darle ascolto e di seguire le sue prescrizioni, ma di portare comunque subito il micetto da un oculista veterinario.
La coppia sarebbe stata in vacanza a Monte San Biagio (dove un oculista non c’è) per altri 10 giorni, poi sarebbe tornata in Emilia: giustamente ha preferito fare la terapia consigliata dalla dottoressa, e allora – convinto che la terapia blanda fosse insufficiente – per non perdere tempo prezioso ho proposto di prendere io in stallo il micio più grave e fare personalmente le complicate terapie del mio protocollo.
La coppia in vacanza era giustamente un pochino perplessa, si è consultata con l’Associazione di Reggio Emilia e su loro consiglio ha accettato la mia proposta di stallo di dieci giorni.
Così il giorno dopo, 2 Ottobre, sono andato a prendere il micetto: assai peggio che in foto, dal vivo il suo occhio tremendo era fuori dall’orbita e quindi nel viaggio di ritorno sono passato a Roma alla CVS (Centro Veterinario Specialistico) per una visita specialistica col Dott. Adolfo Guandalini, il quale appena lo ha visto ha confermato che il caso di herpesvirus era gravissimo e ha prescritto immediatamente il giusto protocollo di 6 farmaci a rotazione, possibilmente nella “modalità Cascioli”, ovvero giorno e notte, ogni 4 ore, senza dare tregua al virus e ai batteri nell’occhio.
A domanda diretta il dott. Guandalini ha affermato di non essere mai stato chiamato dalla dottoressa di Monte San Biagio, di non aver mai ricevuto le foto di quel gattino, e all’ipotesi di aver confermato i due blandi farmaci ha fatto un sorriso ironico scrollando la testa affermando che sarebbero stati insufficienti.
Così è cominciata la storia complessa di Bubble, fatta di collarino elisabettiano, di creme, colliri, pasticche, sveglia ogni quattro ore night & day per tanti giorni.
Bubble che rifiutava il cibo e dormiva tutto il giorno, stremato da un virus bastardo, e io che lo imboccavo con fatica, con la paura di una possibile gastroenterite (l’eventuale incubazione dura parecchi giorni e il micetto era stato trovato solo due o tre giorni prima).
Ha dormito tutto il tempo abbracciato a me, facendo le fusa.
Poi, il 6 Ottobre, al quarto giorno (il sesto dal suo salvataggio) Bubble ha ripreso a mangiare.
Il giorno successivo ha trovato la forza di giocare con me tre minuti a nascondino: “Ma dove sarà Bubble?” dicevo guardando ironico la forma del collarino a imbuto che si muoveva sotto al lenzuolo, e quando è uscito allo scoperto ho detto “Eccolo, Bubble!” e lui si è buttato sul materasso, rotolandosi felice.
Da quel giorno, per me, quel gattino si chiama Eccolo Bubble.
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Purtroppo Eccolo Bubble è il caso più difficile che ho curato in vita mia, non tanto per l’occhio orribile, quanto per il fatto che è irrecuperabile: nella cornea perforata (quel “vetro” trasparente che ricopre il globo) si è inserito l’iride, ovvero la parte interna è fuori dall’occhio stesso, ha oltrepassato la cornea fuoriuscendo dalla perforazione.
L’occhio in queste condizioni inoltre ha continuato ad essere fuori dall’orbita, avvolto da una crosta protettiva che imprigionava all’interno i batteri che hanno provocato tutto questo danno.
Per impedire ulteriori danni occorreva una terapia antivirale e antibatterica serissima e scrupolosa, sia per bocca che nell’occhio.
Purtroppo la crosta che lo avvolgeva non accennava a ridursi e impediva un corretto assorbimento dei farmaci, e tutti i medici, compreso l’oculista veterinario, in ragione di questo hanno consigliato l’asportazione immediata dell’occhio (enucleazione).
Io avrei preferito aspettare giacché Eccolo Bubble pesava solo 780 grammi.
Domenica 14 Ottobre dopo 12 giorni di terapia la situazione non si sbloccava e io avrei dovuto ridare il micetto alla coppia che ritornando a Reggio Emilia è passata a casa mia; ho deciso di tenere ancora in stallo Eccolo Bubble e ho approfittato per vedere i suoi fratellini nel parcheggio sotto casa mia: la femminuccia stava bene, ma il fratellino Biagio che a detta della veterinaria “non aveva nulla“, dopo 16 giorni della blanda terapia mostrava ancora un’ulcera corneale evidentissima nell’occhio destro.
Mi sono impuntato, la coppia in vacanza si è convinta, ho mostrato loro l’ulcera nell’occhio destro di Biagio, ho forzato la situazione insistendo sul cambiamento di farmaci, li ho forniti in parte e in parte ho consigliato la terapia completa: così i due fratellini sono ripartiti verso Reggio Emilia senza Eccolo Bubble ma con una diversa terapia.
Arrivati a destinazione e iniziate le cure giuste sono stati visitati tre giorni dopo dalla dott.ssa Silvia Lugli che ha confermato la presenza di un’ulcera corneale e oggi Biagio sta bene: l’ulcera dopo 2 settimane di terapia giusta è completamente sparita e la cornea è perfetta.
Per quanto riguarda Eccolo Bubble il 20 Ottobre, dopo 19 giorni di cure non vedendo risultati ho preso una semi-decisione: avrei aspettato altri 5 giorni, fino a Giovedì 25 Ottobre.
Quello che leggete qui sotto NON FATELO.
Io l’ho fatto sotto controllo medico.
Non impressionatevi per quello che leggerete, è andato tutto bene.
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Dal 20 al 23 Ottobre ho operato io stesso Eccolo Bubble per TRE VOLTE rimuovendo ogni volta lo strato più duro della massa organica avvolta intorno al suo occhio sinistro.
Gli interventi, uno al giorno, sono stati indolori, si trattava di rimuovere lo strato esterno del tessuto protettivo che ricopre l’occhio, è stato molto semplice perché era fuori dall’orbita: non è mai stato toccato l’occhio, nemmeno mai toccate le palpebre, stiamo parlando di rimuovere una massa di tessuto organico che avvolgeva l’occhio, e nemmeno tutta, solo lo strato più esterno, esfoliando la copertura di giorno in giorno, a strati, come fosse una cipolla.
Ogni volta l’intervento è durato quasi mezz’ora, però Eccolo Bubble non ha provato alcun dolore; assolutamente senza anestesia il micetto è comunque stato fermo e buono, mentre operavo intorno al suo occhio è stato tranquillo, rimanendo fermo e ogni tanto faceva pure le fusa.
L’unico problema è che per essere molto delicato ed asportare le parti che avvolgevano l’occhio senza strapparle dovevo essere cauto e lentissimo, ci ho messo tanto, circa mezz’ora ogni intervento, e Eccolo Bubble dopo un po’ si scocciava e voleva andare via.
Lo scopo dell’intervento è stato sempre lo stesso: per il breve tempo che dura l’effetto finale (circa 12 ore, poi la massa si asciugava e si induriva nuovamente), in quel lasso di tempo la superficie morbida e sanguinolenta mi permetteva di applicare le pomate antibiotiche e antivirali in modo che venissero assorbite dalla parte “morbida” che ricopriva l’occhio, e non solo di lato, come ero costretto prima, applicandole lateralmente, tra le palpebre e l’occhio che sporgeva.
Tengo a specificare alcune cose importanti:

1) voi non fatelo, MAI, occorre l’ok di un medico, meglio se oculista.

2) che la parte morbida sia sanguinolenta è positivo: che ci sia un minimo di sangue SENZA PUS significa che l’occhio è ancora vascolarizzato, senza alcuna infezione e quel sangue tra l’occhio e la massa che lo ricopre è un buon segno, sono piastrine che aiutano a ricostruire le parti danneggiate della cornea ( protetta dal materiale organico sull’occhio e che NON rimuovevo del tutto, ma solo superficialmente).

3) Successivamente ai primi tre interventi ho deciso di procedere con altri vari interventi, uno ogni 2 giorni, ragionevolmente convinto che con un miglior assorbimento delle pomate e dei colliri entro pochi altri giorni sarei stato in grado di valutare se ci fosse un inizio di miglioramento, anche minimo, oppure no.
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Giovedì 25 Ottobre è stata una data importantissima per me e per il mio Progetto Stevie Stivaletti, per questo motivo fino a quel giorno ho inteso dare a Eccolo Bubble la possibilità di considerare che il miglioramento potesse essere possibile, ma che avesse solo bisogno di più tempo e che si dovesse quindi aspettare prima di togliere l’occhio.
Perciò ho operato l’occhio di Eccolo Boubble di nuovo altre 2 volte, ho ricomprato i farmaci per la quarta volta, e ho mantenuto le terapie ogni 4 ore, giorno e notte.
Non vi dico il sonno.
Successivamente ho visto dei miglioramenti, ho rallentato le terapie dei 6 farmaci ogni 6 ore; a contarle sono circa 36 applicazioni al giorno, più di 1.000 in un mese; infine ho visto dei risultati.
Il 30 Ottobre finalmente l’occhio sinistro sporgeva talmente poco che si riuscivano a chiudere le palpebre, seppur forzatamente.
Per la prima volta in vita sua che Eccolo Bubble ha chiuso le palpebre di quell’occhio.
Da allora ormai l’occhio è dentro l’orbita, ancora ricoperto di un pochino di materiale organico rosso che serve a proteggerlo, e dal 4 Novembre applico anche un altro farmaco (il settimo) per fare in modo che quel materiale organico si riassorba.
Riuscire a chiudergli le palpebre è stata una vittoria insperata, mi ha certificato in modo inequivocabile che gli sforzi non sono stati vani.
Dal 5 Novembre finalmente Eccolo Bubble può chiudere le palpebre da solo e giocare senza pericolo.
Ho tolto il collarino elisabettiano e il micetto corre, salta e gioca felice.
Alla visita di controllo dall’oculista dott. Adolfo Guandalini ha valutato che l’occhio al momento può rimanere almeno fino alla sterilizzazione tra cinque mesi (Aprile 2019), forse anche dopo se evolverà in modo positivo.
Non so come ho fatto, ma l’ho fatto: ha funzionato.

Sono finalmente, sicuro che l’intervento per enucleare il suo occhio sinistro potrà essere effettuato contestualmente alla sterilizzazione e non oggi che il gattino è ancora fragile e sottopeso (ma pesa ormai già un chilo e seicento).
Il 18 Novembre 2018 il mio lavoro su di lui è finito e ho dovuto dirgli addio: con una staffetta Eccolo Bubble è andato a Reggio Emilia presso l’Associazione che si occuperà di trovargli un’adozione.
Da grande, con calma, gli toglieranno l’occhio, quando sarà forte e quasi adulto, contestualmente con la sterilizzazione, con un’unica anestesia, con molti meno rischi rispetto a quando pesava 780 grammi.
Ora devo fare i conti con il mio cuore, con il fatto che per un mese e mezzo ho vissuto in costante simbiosi con lui e lui con me.
Eccolo Bubble ha dormito tra le mie braccia per 45 giorni, per essere puntuale con le terapie ogni 4 ore l’ho portato con me ovunque, appena mi vedeva cominciava a fare le fusa, ci siamo affezionati ed è sempre difficile distaccarsi dopo una simbiosi di oltre un mese e mezzo che per me è stato un’eternità, figuriamoci per lui che di mesi ne ha solo tre: ha passato con me quasi metà della sua vita.
Bisogna essere bravi e forti: nessun infermiere si tiene stretto in ospedale il suo paziente dopo che è guarito, altrimenti non ci sarebbe posto per quelli nuovi che domani arriveranno al Pronto Soccorso.
La soluzione sarebbe stata un’adozione su Roma, che mi permettesse ogni tanto di rivederlo, sarebbe stato bellissimo, ma non è accaduto e non credo che accadrà.
Provo a non pensarci, ormai è in stallo a Reggio Emilia, una volontaria momentanea lo accarezza, gli fa le ultime terapie e fa finta che nessuno li separerà mai, che io sto per tornare.
Eccolo Bubble si volta, fa le fusa e le crede, fiducioso e ignaro che non ci vedremo mai più.
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Qui sotto, in basso, per ultima, c’è la foto che mostra come fosse l’occhio di Eccolo Bubble quando è stato trovato.
Non l’ho mai stata mostrata perché è impressionante, ma oggi che l’occhio ha dimensioni normali ho deciso di pubblicarla, per un confronto tra il prima e il dopo, per raccontare ancora una volta che un protocollo di farmaci giusti ogni 4 ore può ottenere questi risultati, che davvero illudersi è sbagliato ma arrendersi è peggio.
Se intendete vedere il confronto tra quell’occhio il 2 Ottobre e il 6 Novembre potete continuare a scorrere in basso, altrimenti il mio post è comunque finito qui.

Per adottare Eccolo Bubble il telefono da chiamare è quello dell’Associazione Animali del Tricolore Onlus: 329 686 2000.
Eccolo Bubble è il 179esimo gatto aiutato, salvato o curato dal Progetto Stevie Stivaletti.

Andrea Cascioli, 20 Novembre 2018.

AGGIORNAMENTO 16 GENNAIO 2019:
ECCOLO BUBBLE È STATO ADOTTATO.
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Il confronto dell’occhio sinistro di Eccolo Bubble prima e dopo il mio protocollo di cure.
Per quantificare la sporgenza dell’occhio occorre usare come termine di paragone la lunghezza del naso.
Eccolo Bubble 19 Novembre 2018.

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© 2018 ETICO, BISBETICO, FRENETICO, PATETICO.

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3 commenti

  1. Grazie per quello che fai ai nostri aMici ! Da settembre ho una micina trovata di due settimane con un problema come Eccolo Bubble curata con pomate antibiotiche e antivirali 6 volte al giorno più un antivirale per bocca…pareva dovesse subire l’asportazione dell’occhio e…miracolo …piano piano l’occhio è tornato nella sua orbita… cieco… ma stà là nella sua orbita con grande sorpresa delle veterinarie…ma Sissi ed io l’abbiamo sempre saputo che ce l’avremmo fatta ! ❤

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    • Ciao, anonimo. Si, a volte funziona, a volte no. Nel tuo caso è intervenuto un oculista veterinario, evidentemente con la terapia giusta.
      Anche farla ogni 4 ore, però, fa la differenza. Personalmente avrei aggiunto anche un antibiotico per bocca, una tetraciclina (doxiciclina).
      Non so se un minimo di vista ci sia o meno, potrebbe vedere delle ombre e reagire alla luce. O anche no.
      In caso, se il gattino ha i polpastrelli delle zampette neri o rosa fa la differenza su una eventuale pigmentazione dell’occhio.

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  2. Per ogni commovente storia raccontata sui mici che aiuti a “vedere lontano….e perche nathan never nel suo futuro distopico si ricorda ancora di quando esistevano i libri di carta al posto dei dispositivi elettronici ….con nostalgia, grazie a te.

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