SIAMO NAUFRAGHI

SIAMO NAUFRAGHI.

In un mio post del 2015 (lo trovate qui) parlavo del mio stupore nello scoprire che sulla pagina di Matteo Salvini c’erano (e ci sono) 34 “mi piace” di miei amici, persone che reputo per bene e pacifiche.
Probabilmente oggi, dopo quasi 4 anni, ce ne sono molti di più.
Non vado a controllare ma ne sono abbastanza certo.
È una pagina piena di commenti di followers che citano frasi di Mussolini, inneggiano ai forni, propongono ruspe e atti di forza, rispondono agli incitamenti con frasi aspre ed opinabili.
Una mia amica (una dei 34) che chiamerò Ermenegilda mi scriveva tra i commenti come a giustificare il suo “mi piace” a quella pagina:

“Andrea, per quello che mi riguarda, condivido con Salvini l’abolizione della legge Fornero: grazie a questa signora sono rimasta 10 mesi senza alcun sostegno economico in quanto esodata…spero non capiti a nessuno di voi perchè bisogna provare per credere…la banca dove ho lavorato per 36 anni non mi ha nemmeno sospeso il mutuo, si erano offerti di farmi un prestito ad un tasso di favore (da strozzini dico io) e se non fosse stato per la pensione della mamma non so come avremmo fatto.”

La mia amica Ermenegilda, è evidente, è stata una persona colpita da una tempesta.
E un naufrago si attacca a quel che trova, lo si sa.
In un mare in tempesta salirei anche io su una barca popolata di esaltati, lo capisco, è naturale vederla come una speranza di salvezza dalle onde pericolose.
Ma questo non li rende meno esaltati.
Ermenegilda, amica mia, la tua situazione personale non c’entra nulla con l’attitudine forcaiola di certi individui, e nemmeno la giustifica o la rende accettabile.
Né promette bene.
Mi permetto di parlare della tua situazione delicata in quanto l’hai fatto tu per prima, ma ovviamente la uso come hai fatto tu, ovvero come esempio: quando parlo di attitudine forcaiola non mi riferisco a te, ma a chi è convinto che un “torto” che ha dovuto subire lo autorizzi a diventare un forcaiolo follower di Salvini.
La tua situazione (e quella di tanti altri) dipende da un’Amministrazione a volte incapace e spesso corrotta che per decenni ha gestito male la Cosa Pubblica e da parecchi cittadini disonesti che per decenni ne hanno approfittato.
Salvini che contraddittoriamente percepisce un ricchissimo stipendio come parlamentare europeo assenteista e parla male dell’Europa, è uno di essi.
Insieme a centinaia di migliaia di baby pensionati che dagli anni ’80 hanno messo in ginocchio l’INPS (anche alcune migliaia di politici insieme a centinaia di migliaia di cittadini).
Nessuno di loro ha mai rinunciato a ritirare la pensione maturata in pochissimi anni di lavoro (o addirittura di assenteismo).
Questo è solo uno dei diecimila malcostumi italiani: evasione fiscale, connivenze, omertà, condoni, menefreghismi, assenteismo, furbate, falsi invalidi.
Ognuno dà la colpa all’altro, ognuno “dimentica” di fare lo scontrino per poi giustificare il proprio piccolo vantaggio (dannoso) dicendo che è costretto dalla disonestà altrui.
Questo continuo assenteismo dell’onestà intellettuale ha generato, capillarmente, una situazione insostenibile di diffuso malfunzionamento.
Ed ha generato anche ciò che ti è accaduto, Ermenegilda.
Non funziona più nulla perché eravamo tutti al bar invece di lavorare.
A fare massaggi in un centro benessere facendoli passare per cure termali.
A riposarci a casa fingendoci malati, per poi uscire alle 18,00, che il medico di controllo dopo quell’ora non passa.
Indignarsi solo quando le conseguenze toccano i nostri interessi non ha senso.
Li toccavano già prima, i nostri interessi, ma non ce ne accorgevamo, tutti attenti al nostro piccolo vantaggio.
Non eravamo lungimiranti, avremmo dovuto esserlo.
Invece siamo capaci solo di accorgercene all’ultimo, e incapaci di metterci in discussione sappiamo solo odiare e battere forte i piedi.
Non è un atteggiamento politico, è una crisi isterica.
Questo io penso di un’Italia forcaiola, e chi la cavalca e la istiga si sta coltivando il proprio orticello.
Non differentemente da quegli italiani di una volta che badavano solo al loro piccolo vantaggio.
E proprio come loro, chi soffia sul fuoco per vantaggi elettorali non prevede conseguenze future.
Oggi il piccolo vantaggio è sempre più piccolo: adesso è solo lo sfogo di dire “abbasso qualcuno, lo odio, lo odio!”.
Pronti a svendere il nostro “mi piace” a chi prometta di salvarci da quello che siamo, suggerendo che sia colpa di qualcun altro.
La logica e l’onestà intellettuale sono ancora assenteiste.
Oggi come ieri.

E di ieri è quasi tutto questo articolo (lo avevo scritto nel 2015, assai prima delle elezioni che hanno portato Salvini al governo).
Oggi, dopo le tragedie in mare e i respingimenti, suona ancora più profetico aver parlato degli italiani come di “naufraghi”.
A significare, anche stavolta, che gli altri siamo (o potremmo essere) noi, che i ruoli sono intercambiabili, e siamo tutti in balia delle onde.
A rileggermi, dopo quasi quattro anni, sono colpito.
“…un’Italia forcaiola e chi la cavalca e la istiga si sta coltivando il proprio orticello”.
L’ha coltivato bene, non c’è che dire.
E alcuni di noi sono stati un buon concime.

Andrea Cascioli.


Il mio post del 2015 su Matteo Salvini lo trovate qui.


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