LA GIORNATA DELLA MEMORIA, LE BRAVE PERSONE E I POMODORI.

L’entrata del campo di concentramento di Auschwitz. 

È il 27 Gennaio.
Settantaquattro anni fa nel 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.
Quest’anno, a ottant’anni dalla promulgazione delle Leggi Razziali in Italia la Giornata della Memoria è ancora più celebrativa, il ricordo è ancora più vivido.
A onor del vero, la prima cosa che viene in mente alle brave persone è se dopo 74 anni ci sia ancora bisogno di una Giornata della Memoria.
“Per non dimenticare”, dicono.
Si, ma a che scopo non dimenticare un ricordo brutto?
“Per non fare più gli stessi errori”, spiegano.
Però per fare gli stessi errori nella testa ci dovrebbero essere le stesse intenzioni, e nella testa delle brave persone quelle intenzioni non ci dovrebbero essere proprio, e gli stessi errori quindi non potrebbero succedere, penso.
Il preambolo è che io sono una brava persona; partite da questo assunto, gratificatemi con la vostra fiducia e seguitemi nel ragionamento.
Insomma, nel mio personale universo intellettuale di bravissima persona, il diverso è diverso solo nelle abitudini, ma i diritti sono uguali; nella mia mente non esiste il disprezzo dell’altro, non esiste arrogarsi una posizione di sovranità o attribuire all’altro una posizione di sudditanza o di inferiorità.
Tuttavia questo in passato è successo, a dispetto di milioni di brave persone che nelle loro intenzioni non avevano questo obiettivo.
Perché?
In quanto hanno creduto a delle propagande.
L’ebreo tirchio e pericoloso, l’omosessuale che mette in pericolo i valori della Famiglia, il nero africano che rende impura la Razza migliore, il malato di mente portato geneticamente a delinquere, il musulmano che mette in pericolo la Religione migliore (la nostra, ovviamente).
Le propagande rendono convinte o neutrali anche le persone per bene.

L’Ebreo cattivo: disegno propagandistico.

Ottant’anni fa le brave persone come me hanno creduto a queste frottole, si sono fatte convincere che tutti i problemi che avevano dipendessero da quei motivi propagandistici.
Perché anche le brave persone tendono a non voler vedere le proprie responsabilità, non era facile ammettere che se esisteva una crisi economica non era “colpa” degli ebrei, ma responsabilità di tutti, se esisteva una famiglia in crisi non era “colpa” degli omosessuali ma di tutti i componenti delle coppie in crisi, che se il nero africano mischiava il suo DNA con quello caucasico non era una “colpa” ma una responsabilità diretta del colonialismo.

Un manifesto razzista del 1937

Le brave persone come me oggi vogliono che i pomodori costino solo un euro al chilo ma non andrebbero mai a coglierli nei campi spezzandosi la schiena per tre euro al giorno.
Però credono a una propaganda che gli racconta che l’immigrazione è pericolosa, mica gli racconta di migliaia di ettari coltivati a pomodori in Puglia dove curvi a raccoglierli ci sono 150.000 lavoratori neri, braccianti con la schiena a pezzi sfruttati a tre euro al giorno, senza contributi, senza pensione, senza garanzie.

Campi di pomodori in Puglia: la piaga del caporalato.

Non per questo rinuncerò ai miei ottimi pomodori cuore di bue a 1,29 al chilo, e continuo a ritenermi una brava persona, ma capisco che proprio per questo, per difendere valori semplici e onesti come pomodori, famiglia e religione, io sono ANCORA facilmente influenzabile da propagande basate su concetti semplici che sottolineano quanto i miei valori di brava persona siano in pericolo.
E per questo, proprio perché sono una brava persona, io ho bisogno di non dimenticare.
Ho bisogno di una contro-propaganda che mi risvegli la Memoria.
Di qualcuno che mi ricordi che quello che è successo ottant’anni fa non solo potrebbe succedere ancora, ma che le fasi iniziali propagandistiche di allora succedono ciclicamente, ogni giorno, da allora.
Qui sotto, a distanza di ottant’anni, c’è un esempio:

Pretesti facili, sempre verdi: “Difendi tua madre, tua moglie!
Concetti semplici: la Patria, la famiglia, il posto di lavoro.
Prima gli italiani!“, “Prima la Famiglia tradizionale!“, “Prima il presepe simbolo della nostra Santa Religione!
Non si tratta solo di oggi, di Forza Nuova, di fascismi che ritornano o delle sparate di Salvini: io le barzellette sugli ebrei tirchi le ho sempre sentite raccontare, le battute sui neri stupidi che parlano con la “B” al posto della “P” le ho sempre sentite fare, le allusioni denigratorie a presunte tendenze omosessuali o i bullismi verso le coppie gay li ho sempre visti.
Non archiviateli però come semplici scherzi, è una cultura indecente figlia di quelle propagande e madre delle successive.
E di quelle odierne.
Per questo serve la Giornata della Memoria.
Serve alle brave persone, per ricordargli di esserlo davvero, brave, al di là di facili propagande.
Non voglio dire cose retoriche, ma sono stanco del continuo sfruttamento dei miei valori di brava persona. Non c’è solo il presente, il pomodoro, e la sicurezza vaginale di mia moglie o di mia sorella: occorre guardare oltre, e per farlo bisogna guardare anche indietro.
Nel mio personale universo intellettuale, integerrimo e attento, c’è una coscienza che mi parla di una persona nata nel 1929 e che oggi dovrebbe avere 89 anni e invece s’è fermata a 15.
Forse dovremmo regalare ai nostri figli il Diario di Anna Frank, oltre alle mutande firmate Calvin Kline e gli abbonamenti alle partite.
Se siamo davvero brave persone, se teniamo davvero ai valori semplici, consideriamo gli abbracci e non l’odio, accarezziamo chi sbaglia e non lo picchiamo, e coltiviamo invece di distruggere o additare con odio in nome di una Giustizia che non sappiamo nemmeno cosa sia e che neanche siamo degni di invocare.

Anna Frank e il suo sorriso.


Qui sotto pubblico nuovamente il mio disegno realizzato per la Mostra organizzata ad Aprile 2018 da RAI COM e dalla manifestazione “Cartoons on te bay” per l’anniversario degli ottant’anni delle Leggi Razziali.
Insieme a me hanno partecipato 150 Artisti del mondo del Fumetto e dell’Animazione con 150 illustrazioni bellissime.
La Mostra ha girato tutta Italia e in questi giorni è a Copertino (Lecce) nel Salento, proprio in quella Puglia di sterminati campi di pomodori martoriati dal caporalato.
La mia illustrazione è questa:

La mia illustrazione sul Re Vittorio Emanuele III e la firma delle Leggi Razziali del 1938.

Con un astuto artifizio nella scritta “1938-2018” ho scritto parole che spiegano cosa penso del cosiddetto “razzismo” e delle cosiddette “razze”; più in basso potete vedere l’ingrandimento e leggere agevolmente.
Trattandosi di un disegno inerente le Leggi Razziali italiane ho fatto riferimento solo agli ebrei e non ho menzionato le deportazioni naziste nei campi di concentramento e le successive vessazioni contro i musulmani, i malati di mente, le persone omosessuali, oltre che contro gli ebrei.
Ma avrebbero potuto essere anche nativi americani, bonzi tibetani, vittime del comunismo cambogiano, curdi, palestinesi, serbi, armeni, chiunque.
Perché la Giornata della Memoria oggi ci ricorda che l’applicazione del bullismo pretestuoso è trasversale, ci si veste da carnefici per non sentirsi vittime e si infierisce su chi ci viene indicato, in nome di valori Santi e Giusti.
Così alla fine, dopo 80 anni o 800 anni, noi brave persone siamo responsabili tanto quanto i poteri forti che fanno propagande su pericoli verosimili ma mai veri circa gli “Altri”.
L’unico pericolo è che gli “Altri” prima o poi saremo noi.

Andrea Cascioli.

Qui sotto trovate gli ingrandimenti della mia illustrazione, se non vi piace non tiratemi i pomodori.
Raccoglierli costa fatica.

Le parole della mia opinione sul razzismo compongono la data dell’anniversario.

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© 2019 ETICO, BISBETICO, FRENETICO, PATETICO.


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